Nexvyra

Successione legale In vigore

Contenuto verificato dalla redazione · Ultima modifica 2026-08-26 · Ultima verifica 2026-08-26 · Autorità della fonte ASegnala un errore ✉
successione legaleeredidiscendenticoniuge superstiterinunciaCodice civile
Risposta breveLa parte dei beni di cui il defunto non ha validamente disposto per testamento o contratto successorio è devoluta agli eredi legittimi. Succedono dapprima i discendenti, poi la stirpe dei genitori e infine la stirpe degli avi. Il coniuge o il partner registrato superstite riceve, secondo gli altri eredi con cui concorre, la metà, tre quarti o l’intera successione. Gli eredi acquistano di principio sia i beni sia i debiti, ma possono rinunciare entro un termine generalmente di tre mesi.

Fatti essenziali

PuntoValore
Parte non attribuita mediante disposizioneLa parte di cui il defunto non ha disposto validamente per testamento o contratto successorio è devoluta ai suoi eredi legittimi. A
Limiti della libertà di disporreChi lascia discendenti, il coniuge o il partner registrato può disporre per causa di morte soltanto della parte dei beni eccedente la loro porzione legittima. A
Primi erediI prossimi eredi legittimi del defunto sono i suoi discendenti. A
FigliI figli succedono in parti uguali. A
Rappresentazione per stirpeI figli premorti sono rappresentati dai loro discendenti, che succedono per stirpe in ciascun grado. A
Stirpe dei genitoriSe il defunto non lascia discendenti, l’eredità si devolve alla stirpe dei genitori; il padre e la madre succedono in parti uguali. A
Discendenti del genitore premortoIl genitore premorto è rappresentato dai suoi discendenti; se non vi sono discendenti in una linea, tutta la successione è devoluta agli eredi dell’altra. A
Stirpe degli aviSe non vi sono né discendenti né eredi della stirpe dei genitori, l’eredità è devoluta alla stirpe degli avi secondo le linee e le stirpi previste dalla legge. A
Limite della successione dei parentiIl diritto di successione dei parenti cessa con la stirpe degli avi. A
Superstite in concorso con i discendentiIn concorso con i discendenti, il coniuge o il partner registrato superstite riceve la metà della successione. A
Superstite in concorso con la stirpe dei genitoriIn concorso con gli eredi della stirpe dei genitori, il coniuge o il partner registrato superstite riceve tre quarti della successione. A
Intera successione al superstiteSe non vi sono né discendenti né eredi della stirpe dei genitori, il coniuge o il partner registrato superstite riceve l’intera successione. A
Devoluzione all’ente pubblicoSe il defunto non lascia eredi, la successione è devoluta al Cantone dell’ultimo domicilio o al Comune designato dal diritto cantonale. A
Acquisto dell’universalitàGli eredi acquistano per legge l’universalità della successione e, salve le eccezioni legali, i debiti del defunto diventano loro debiti personali. A
Facoltà di rinunciareGli eredi legittimi e istituiti possono rinunciare; la rinuncia si presume se l’insolvenza del defunto era notoria o risultava da atti ufficiali al momento dell’apertura della successione. A
Termine di rinunciaIl termine è di tre mesi; per gli eredi legittimi decorre dalla conoscenza della morte, salvo prova di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione. A
Rinuncia di tutti gli eredi del prossimo gradoSe rinunciano tutti gli eredi legittimi del prossimo grado, l’ufficio dei fallimenti liquida l’eredità e attribuisce agli aventi diritto quanto rimane dopo il pagamento dei debiti. A

Quando si applica la successione legale

Una persona può disporre di tutti i suoi beni o di parte di essi per testamento o contratto successorio, nei limiti della porzione disponibile. La parte di cui non ha validamente disposto è devoluta agli eredi legittimi. Chi lascia discendenti, il coniuge o il partner registrato può disporre per causa di morte soltanto della parte eccedente la loro porzione legittima. Il calcolo dettagliato delle porzioni legittime costituisce un tema distinto; questa scheda illustra l’ordine legale.

I discendenti

I prossimi eredi del defunto sono i suoi discendenti. I figli succedono in parti uguali. I figli premorti sono rappresentati dai loro discendenti, che succedono per stirpe in ciascun grado. Se, ad esempio, il defunto lascia due figli viventi e due nipoti figli di un terzo figlio premorto, ciascuna delle tre stirpi riceve un terzo; i due nipoti si dividono il terzo della loro stirpe.

Finché vi sono discendenti, le stirpi dei genitori e degli avi non sono chiamate quali eredi parenti. Va tuttavia calcolata separatamente l’eventuale quota del coniuge o del partner registrato superstite.

Stirpe dei genitori e stirpe degli avi

Se il defunto non lascia discendenti, l’eredità si devolve alla stirpe dei genitori. Il padre e la madre succedono in parti uguali. Il genitore premorto è rappresentato dai suoi discendenti, che succedono per stirpe; possono quindi essere chiamati in particolare i fratelli e le sorelle del defunto e, se premorti, i loro discendenti. Se non vi sono discendenti in una linea, tutta la successione è devoluta agli eredi dell’altra.

Se non vi sono né discendenti né eredi della stirpe dei genitori, l’eredità è devoluta alla stirpe degli avi secondo le regole delle linee e delle stirpi dell’articolo 459 CC. Il diritto di successione dei parenti cessa con la stirpe degli avi.

Quota del coniuge o del partner registrato superstite

In concorso con i discendenti, il coniuge o il partner registrato superstite riceve la metà della successione; l’altra metà spetta ai discendenti secondo le regole delle parti uguali e delle stirpi.

In concorso con gli eredi della stirpe dei genitori, il superstite riceve tre quarti. Se non vi sono né discendenti né eredi della stirpe dei genitori, riceve l’intera successione. Il convivente di fatto non rientra nelle categorie dell’articolo 462 CC. Per attribuirgli una parte della successione occorre di principio una disposizione per causa di morte che rispetti i limiti legali; l’Ufficio federale di giustizia spiega che il diritto entrato in vigore nel 2023 ha ampliato la libertà di favorire, tra gli altri, il convivente di fatto.

Mancanza di eredi

Se il defunto non lascia eredi, la successione è devoluta al Cantone del suo ultimo domicilio o al Comune designato dal diritto di tale Cantone. La successione legale dei parenti non si estende quindi oltre la stirpe degli avi.

Acquisto dei beni e dei debiti

Gli eredi acquistano per legge l’universalità della successione dal momento della sua apertura. Salve le eccezioni previste dalla legge, passano loro i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali e il possesso del defunto; i debiti diventano debiti personali degli eredi. Prima di conservare la successione occorre pertanto chiarire sia l’attivo sia il passivo.

Gli eredi legittimi e istituiti possono rinunciare alla successione. Il termine è di tre mesi. Per gli eredi legittimi decorre dal momento in cui hanno avuto conoscenza della morte, salvo che provino di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione. La rinuncia si presume se l’insolvenza del defunto al momento dell’apertura della successione era notoria o risultava da atti ufficiali. Se rinunciano tutti gli eredi legittimi del prossimo grado, l’ufficio dei fallimenti liquida l’eredità; quanto rimane dopo il pagamento dei debiti appartiene agli aventi diritto come se non avessero rinunciato.

Limiti della scheda

La porzione disponibile, le porzioni legittime, la collazione, la riduzione, la diseredazione, la divisione, le imposte di successione e le successioni internazionali seguono regole supplementari. Le autorità competenti, i rimedi giuridici e le formalità dipendono dal procedimento interessato e, per alcune pratiche, dal diritto cantonale. In presenza di beni, persone o atti all’estero va esaminato separatamente il diritto internazionale privato.

Domande frequenti

Quando si applica la successione legale?

Si applica alla parte dei beni di cui il defunto non ha validamente disposto per testamento o contratto successorio. Le disposizioni per causa di morte restano soggette in particolare alle porzioni legittime.

Come si divide la successione tra il coniuge e i figli?

Il coniuge superstite riceve la metà. L’altra metà spetta ai discendenti: i figli succedono in parti uguali e i discendenti di un figlio premorto succedono per stirpe.

Che cosa riceve il coniuge se non vi sono discendenti?

In concorso con la stirpe dei genitori riceve tre quarti. Se non vi sono eredi di tale stirpe, riceve l’intera successione. Le stesse quote valgono per il partner registrato superstite.

Un convivente di fatto eredita automaticamente?

L’articolo 462 CC attribuisce una quota legale al coniuge e al partner registrato, non al convivente di fatto. Per favorire quest’ultimo occorre di principio un testamento o un contratto successorio che rispetti i limiti legali.

Quando possono ereditare fratelli e sorelle?

Se non vi sono discendenti, i discendenti di un genitore premorto lo rappresentano. Possono quindi essere chiamati i fratelli e le sorelle del defunto e, se premorti, i loro discendenti.

Ereditano anche parenti appartenenti a stirpi più lontane?

No. Il diritto di successione dei parenti cessa con la stirpe degli avi. Se non vi è alcun erede, la successione è devoluta all’ente pubblico previsto dalla legge.

Gli eredi assumono anche i debiti?

Di principio sì. Acquistano l’universalità della successione e, salve le eccezioni previste dalla legge, i debiti del defunto diventano loro debiti personali.

Quanto tempo vi è per rinunciare alla successione?

Il termine è di principio tre mesi. Il momento iniziale varia a seconda che l’erede sia legittimo o istituito e del momento in cui ha ricevuto le informazioni determinanti.

Fonti

Ultima modifica:
2026-08-26
Ultima verifica:
2026-08-26
In vigore dal:
2023-01-01
Stato:
In vigore
Campo d’applicazione:
Diritto federale
Autorità della fonte:
A
Licenza:
CC BY 4.0

Altre lingue